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Corriere d'Italia
E Federico aprì il convivio
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La Puglia è servita
7^ Edizione anno 2003
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L'Osteria Del Seminario
A Bisceglie, città dei dolmen con la bella cattedrale normanna, si trova...
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Vincenzo Rizzi
Piccole e grandi tavole di Puglia e..d'intorni
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Vincenzo Rizzi
Vincenzo Rizzi è nato a Bari. Laureatosi in Lettere Moderne nel 1977, è docente...
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Passione ed esperienza culinaria
Sebbene di recente apertura, L'Osteria Del Seminario (ha anche una sede....
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La Gazzetta del Mezzogiorno
Sotto il segno dell'enogastronomia

Un gemellaggio a Castel del Monte



Domani, lunedì 16, e martedì 17 gennaio, su iniziativa dell'Amira (Associazione Maitres italiani ristoranti e alberghi), sezione di Puglia (Bari) e Trentino Alto Adige, ad Andria e a Palo del Colle si svolgerà una due giorni di gemellaggio enogastronomico. I responsabili dell'Amira, Giuseppe D'Elia (sezione Puglia-Bari), Donato D'Azzeo (Andria) e Giovanni Cassanelli (Trentino Alto Adige) hanno spiegato che «Il gemellaggio, «Dalle Dolomiti del Brenta ai verdi Ulivi di Puglia», vede lo sbarco dei maitres trentini in terra di Puglia ad un anno di distanza dall'analoga iniziativa che vide i maitres pugliesi promuovere il territorio di Puglia a Comano Terme e San Michele all'Adige». Protagonisti del «gemellaggio enogastronomico» saranno i maitres, chef, artigiani, gruppi folkloristici e, ovviamente, l'enogastronomia trentina. Nel corso delle due serate, con inizio alle 20, saranno proposte ricette e ingredienti tipici trentini: dalla carne salada ai canederli al puzzone di Moena, alla polenta di Storo con lardo di caderzone, al tortino di mela renette, il tutto con adeguati abbinamenti con vini e grappe trentine. Le serata sono state così programmate: domani, lunedì 16 gennaio, presso Castel del Monte Park Hotel (Andria), mentre la seconda serata, martedì 17 gennaio, si svolgerà presso una struttura di Palo del Colle, ristorante Villa delle Querce.

Impegnati maitres trentini e pugliesi. La tappa successiva della manifesta-zione si terrà a Palo del Colle

15/01/2006












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Corriere del Vino
Puglia e Toscana piu' vicine a tavola
Un gemellaggio tra due cucine e due realta’ enogastronomiche che si affacciano su mari opposti. Tradizioni culinarie che si confrontano e che hanno un filo rosso in comune: valorizzare i territori. Nasce su questo punto fermo l’attivita’ che l’Osteria del Seminario di Bisceglie porta avanti da oltre dieci anni andando alla ricerca di partner con cui gemellarsi in giro per l’Italia. di Riccardo Gabriele
I soci Francesco Misino e Pietro Antonini hanno fatto di questo percorso un importante momento di confronto. Lo scorso anno, poi, l’incontro con il ristorante i’ Ciocio di Suvereto e con i vini dell’azienda agricola Gualdo del Re. Nel febbraio dello scorso anno il primo appuntamento a Bisceglie, martedi’ scorso, il ritorno a Suvereto.

Un menu alla grande da ripercorrere gia’ con un po’ di nostalgia. Si parte con una bruschetta con pane di Altamura con una selezione di olii extravergine classici e agli agrumi e con crostini del Casaro. Ad accompagnare il tutto il Preludio numero 1, Chardonnay in purezza Castel del Monte Doc 2004 della Cantina Rivera. Discreta aromaticita’ con una velatura dai toni burrosi che si percepisce maggiormente dopo qualche istante. Ingresso interessante con un bel centro bocca che richiama i toni di burro fuso con un finale leggermente amaro. Persistenza discreta

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Come antipasto polpo di scoglio glassato; parmigiana di melanzana; tortino di sgombro con rape e cicorella; alici marinate e sott’oli tipici pugliesi. Tra questi ha destato grande considerazione il delicato tortino di sgombro. Come vino ancora il Preludio.

Primi piatti: cavatelli ai frutti di mare su lettino di purea di favetta e orecchiette del pastore. Interessanti i due primi che sanno di tipicita’ sin dal nome. Come vino il Cappellaccio aglianico, Castel del Monte Riserva Doc 2001, di Rivera. Interessante all’olfatto dove si percepiscono sentori di frutta a bacca rossa accompagnati da una leggera venatura di floreale tendente alla rosa e un tono di oliva nera. Ingresso deciso con centro bocca su toni olivastri nel lungo finale si pone con una punta di dolce. Ci e’ piaciuto quel bel gusto di oliva nera spremuta che ti accompagna. Il tannino e’ presente con discrezione.

Una seppia ripiena in guazzetto con cardoncelli e carciofi ha fatto da regina del secondo piatto sempre con Cappellaccio.

Come formaggi, i tipici pugliesi serviti con Primitivo Sessantanni 2002 di Feudi di San Marzano, un vino ottenuto da vigne di 60anni di eta’ con una bella gradazione con toni di appassimento che rapiscono l’olfatto.

Gran finale con gelato mandorlato al vin cotto e dolcetti tipici e Sospiri di Bisceglie. Ultimo vino servito un Moscato di Trani di Botta con sentori floreali e agrumati e una bella acidita’ in bocca con i toni floreali che tornano.

Il successo della serata, oltre che agli chef Marino Abbascia’, Pietro Antonino, Nicola di Reda, si deve anche allo stesso Francesco Misino al fiduciario barese dell'Amira, Giuseppe D'Elia e dal segretario nazionale dell'associazione dei maitre Giovannangelo Pappagallo) alle aziende che hanno partecipato: azienda vinicola Rivera; industria pesca Caggianelli; Centro latte Stasi srl; Feudi San Marzano; Frantoio Fratelli Galantino snc; Pasticceria San Pietro; Merak.

Un nostro particolare ringraziamento a Francesco de i’ Ciocio, ma soprattutto all’amico Nico Rossi che ha voluto condividere con noi questa bella esperienza.

Noi del Corriere del vino abbiamo raccolto il messaggio del gemellaggio e ci diciamo pronti a estendere questa filosofia con altri amici che hanno a cuore il proprio territorio.


01-04-2006
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Enogastronomia
Toscana-Puglia
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La Gazzetta del Mezzogiorno
Le proposte dell'«Osteria del Seminario» a Bisceglie Tante prelibatezze legate alla tipicità del territorio
Parlare di cibo e di vini, è senz'altro il modo migliore per fare conoscere la geografia del luogo. Anche per sottolinearne la sua identità. Sono concetti che si sentono con frequenza quando si chiacchiera con qualcuno che ha intuito le potenzialità della gastronomia per sostenere lo sviluppo turistico. Tant'è vero che la conoscenza di molti luoghi passa attraverso un buon vino, un ottimo piatto, ristoranti e alberghi dall'accoglienza calda e professionale, da prodotti difficilmente riproducibili in altri posti. E Dio sa quante di queste belle cose si trovano in Puglia. Tesori che se si sanno gestire nel modo giusto, e al momento opportuno, possono risultare vincenti per sottolineare l'identità del territorio. Un esempio è il posto giusto di questa settimana, ubicato nel centro della raffinata Bisceglie. L'«Osteria del Seminario», il bel ristorante portato avanti da una consolidata squadra di professionisti come Franco Misino a gestire la sala e Pietro Antonino e Marino Abbascià a governare i fornelli. Un elegante locale dove la cortesia e la calda accoglienza di Franco predispone l'ospite alle prelibatezze che la coppia di cuochi prepara dietro le quinte. E qui l'identità del territorio è veramente sovrana. Perché la costruzione di nuovi piatti, l'invenzione di nuovi gusti, l'elaborazione della tradizione con le nuove tendenze, l'esaltazione dei sapori originali sono tutti fondati sulle produzioni pugliesi, oltretutto elementi semplici e genuini. Come l'olio extravergine di oliva utilizzato in cucina e in sala per condire i prelibati ortaggi pugliesi. Ma anche i vini regionali, come complemento ideale per esaltare minestre come i cavatelli alla marinara con purea di fave o le linguine con code di gamberi e rucola al profumo di limone senza dimenticare gli eccellenti spaghetti (logicamente di produzione pugliese) conditi con ragù di polpo. La proposta gastronomica dell'Osteria del Seminario è molto più ampia. Tant'è vero che le danze si possono aprire con un aperitivo a base di bruschetta con pane di Altamura per far sentire all'ospite la bella selezione di olio extra vergine classici e quelli agrumati selezionati da Misino e proseguire con una carrellata di antipasti tra polpo di scoglio glassato e parmigiana di melanzana, tortino di sgombro con rape e cicorielle e alici marinate. La caratteristica del ristorante di Misino è quella di abbinare anche l'olio ai piatti. Così i cavatelli ai frutti di mare su lettino di purea di favetta vengono ulteriormente esaltati da un filo di extra vergine fruttato medio mentre per la seppia ripiena in guazzetto con cardoncelli e carciofi è preferibile il fruttato delicato. Una raffinatezza quest'idea di Misino, che permette di cominciare a distinguere i tanti oli che produce la Puglia dell'ulivo. Se poi c'è un olivicoltore come Galantino, che ha addirittura preparata una carta degli oli per i ristoranti che ritengono interessante l'abbinamento olio-piatto, beh, possiamo affermare che la geografia del territorio sarà conosciuta da un pubblico ancora più vasto di quello che sfoglia solo libri e cartine geografiche o stradali. Qualche parola va spesa anche sui dessert di questo accogliente ristorante di Bisceglie. Intanto l'ottimo gelato mandorlato al vin cotto. E poi il... «sospiro di Bisceglie». Ma quello che produce Leo Dell'Olio, bravissimo pasticciere che ha rivalorizzato questo dolce tipicamente biscegliese. Misino ci tiene a sottolineare che il sospiro dell'Osteria del Seminario arriva dalla pasticceria San Pietro, quella di Dell'Olio. Ma ha fatto ancora di più. Si è inventato il progetto «Dalla via Traiana alla via Aurelia ovvero dal Dolmen agli Etruschi» per portare in giro per l'Italia la cucina del Dolmen, quello famoso di Bisceglie, ma anche i vini che si producono lungo la via Traiana come il Castel del Monte di Rivera di Andria e il Moscato di Trani sino ad arrivare al Sessantanni, il primitivo che i Feudi di San Marzano ottiene da uve selezionate in vigneti ultrasessantenni. L'ultimo viaggio di questo progetto è stato all'Osteria I Ciocio di Suvereto, in provincia di Livorno, dove i toscani si sono beati dei grandi sapori pugliesi. Maria Pizzillo
14/04/2006

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